Dottrina del “modifica, fondi e pubblica”.

Usando sistemi di versionamento tipo subversion il ciclo di operazione svolte assume la forma del “modifica, fondi e pubblica”.

Effettua le tue modifiche al codice sorgente; fondile con le modifiche che nel frattempo sono state pubblicate; se il codice sorgente non è rotto pubblica le nuove modifiche.

A me piace aggiungere due fasi di test: una tra il modifica e fondi e l'altra tra il fondi e pubblica. I test che devono essere rigorosamente automatici devono avere lo scopo di verificare l'aderenza del codice ai requisiti da realizzare.

Il primo test ha lo scopo di verificare che le modifiche che sono state scritte sono corrette. Almeno in maniera ragionevole. Il secondo test ha lo scopo di verificare se le modifiche fatte da altri non hanno rotto o modificato la semantica di quello che abbiamo scritto.

Mi piace rimarcare il concetto che i test devono essere automatici: i test manuali non sono adeguati allo scopo. Appena possibile analizzeremo le problematiche dei test automatici.

Oltre al ciclo è anche importante saperne calibrare la frequenza. Deve essere adeguatamente stretto in modo da pubblicare e importare quasi in tempo reale le modifiche scritte da se stesso e dagli altri. Non troppo stretto per non perdere troppo tempo nell'importare e verificare le modifiche degli altri; né troppo largo in modo da non scrivere modiche per un codice troppo cambiato. Nella mia esperienza da 3 a 5 cicli al giorno sono un buon compromesso, ma come sempre dipende dall'ambiente e dal progetto.



Per una consulenza sul versionamento dei progetti software contattami su poderico@gmail.com.

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