Come migliorare la tua prossima presentazione

Come migliorare la tua prossima presentazione

Un semplice consiglio che amplificherà l’efficacia delle tue presentazioni.


Perché raccontare una storia?

In quanti hanno assistito ad una presentazione dove il relatore non faceva altro che leggere il testo che proiettava? E in quanti ne ricordano il contenuto? Ho visto tante presentazioni così condotte, di cui ricordo solo l’esperienza che, di volta in volta, ho riposto nel cassetto etichettato poco gradevole.

Invece in quanti ricordano i racconti di storie? Storie come quelle che hanno eroi e nemici da sconfiggere; tra lo stato attuale delle cose e una visione di un futuro migliore?

La storia è lo strumento retorico migliore che possiamo usare per amplificare un messaggio e depositarlo nella mente e nel cuore di chi ci ascolta. Non a caso le storie sono la forma di letteratura più utilizzata per la rappresentazione di miti e leggende; utilizzata nei testi sacri a supporto di concetti complessi come la differenza tra il bene e il male; utilizzata per affascinare i bambini.

Sicuramente esistono delle spiegazioni evoluzionistiche e delle evidenze cognitive che spiegano perché la storia è un supporto così potente per veicolare e fissare un messaggio. Quello che voglio fare è fidarmi dell’intuizione e suggerire alcuni consigli per costruire una buona storia.

Contenuto di una buona storia

Per trovare il contenuto di una buona storia, conviene partire dalla fine. O meglio, dall'obiettivo che vogliamo perseguire con la presentazione che stiamo preparando. Facciamo un esempio: supponiamo che con la nostra presentazione vogliamo convincere chi ci ascolta ad intraprendere un’azione, quale acquistare un nostro prodotto.

La storia da costruire racconterà del perché al nostro pubblico dovrebbe interessare l’acquisto del nostro prodotto, facendo leva sull'unico motivo veramente importante. Andando a costruire la base su cui costruire un rapporto di fiducia tra chi ascolta e chi parla.

Elementi di una buona storia

Quale debba essere il contento della vostra buona storia dovrete essere voi a deciderlo. Ma su come strutturarla, vi posso dare qualche consiglio preso in prestito dal pensiero visuale, che elenca i seguenti sei elementi per amplificare al meglio la ricezione di un messaggio:
  • Chi/cosa — Descrivere chi e che cosa appare nella storia. Quindi in particolare persone, animali, oggetti, …
  • Quanto — Descrivere le quantità coinvolte. Uno, due, tre, pochi, tanti, …
  • Dove — Descrivere la posizione dei soggetti, relativa o assoluta.
  • Quando — Descrivere le azioni e come sono articolate temporalmente.
  • Come — Descrivere come vengono svolte le azioni. Se succede la tale cosa, faccio questo altrimenti faccio quest altro, …
  • Perché — Descrivere il perché delle azioni. Una azione viene compiuta per una relazione di causa-effetto, …
L’efficacia del pensiero visuale nasce dal fatto che un messaggio strutturato con questi sei elementi attiva gli stessi circuiti cerebrali della vista.

Usare carta e penna

I sei elementi di una buona storia, oltre ad essere il modo migliore di veicolare un messaggio, sono anche il modo migliore che abbiamo noi per ideare un messaggio. Specialmente quando il lavoro di ideazione lo facciamo con carta e penna: la così detta pianificazione analogica.

La pianificazione analogica prevede che la creazione della presentazione con PowerPoint o simili, sia solo l’ultimo passaggio. Fino ad allora le idee e il contenuto viene ideato e scritto con carta e penna.

Nella pianificazione analogica, visto che abbiamo carta e penna in mano, divertiamoci anche a rappresentare le nostre idee con i disegni. Senza preoccuparsi troppo della qualità delle nostre opere, facciamo in modo di attivare in questo modo il nostro pensiero visuale e dare campo libero alla parte destra del nostro cervello, in maniera tale che trovi nuove associazioni e nuove modalità.

Bibliografia

Carmine Gallo, The presentation secrets of Steve Jobs
Dan Roam, Back of The Napkin: Solving Problems and Selling Ideas with Pictures
Simon Sinek, Start with Why

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