La natura del campo di battaglia


Marketing è guerra
Liberamente estratto dal libro di Al Ries e Jack Trout

La natura del campo di battaglia

Karl von Clausewitz: “È dalle caratteristiche della posizione del nostro avversario che noi possiamo trarre delle conclusioni sulle sue intenzioni e agire quindi di conseguenza.”
In ogni scontro militare, il terreno è così importante che la battaglia prende invariabilmente il nome dalla sua posizione geografica.
Dove si svolgono le battaglie di marketing?

Un luogo scuro e inesplorato

Mantenere le posizioni elevate del marketing. Dove sono le posizioni elevate?
Necessità di evitare un avversario “ben trincerato”. Dove sono le trincee?
Le battaglie di marketing vengono combattute dentro la mente.
Dentro la mente di ciascuno di noi e in quella dei potenziali clienti. Ogni giorno della settimana.
La mente è il vero campo di battaglia, un terreno infido e difficile da esplorare.

Disegnare mappe della mente

Un buon generale studia attentamente il terreno prima della battaglia. Studia le possibilità difensive ed offensive.
Studia anche la posizione del nemico.
La miglior sorpresa è la non sorpresa: evitare un attacco di sorpresa proveniente da una direzione inaspettata.
In una guerra di marketing, la ricognizione è estremamente difficile. Quello che bisogna scoprire è quali posizioni sono in mano a quali aziende. Chi tiene le posizioni più elevate?

Le montagne della mente

In una guerra militare, le montagne vengono considerate posizioni forti, molto utili per la difesa.
È quindi corretto usare la montagna come uno dei concetti chiave della tattica di guerra di marketing.
Le montagne possono essere sia occupate sia non occupate. Alcune montagne sono ferocemente contese.

La segmentazione sta facendo a pezzi il terreno

Le montagne monolitiche vengono spezzate in segmenti, ciascuno di proprietà di un diverso signore.
Il primo proprietario della “montagna” può scegliere: allargarsi o restringersi. Il tentativo di segmentare il mercato rappresenta l'apertura di un nuovo fronte.

L'istinto del “proprietario” il più delle volte è sbagliato. L'avidità incoraggia una marca leader ad allargare le sue forze per tentare di controllare tutti i segmenti di mercato. Troppo spesso si perde tutto nello sforzo di proteggere una piccola porzione della montagna.


Commenti

Post più popolari